Attraversando via per Capo Colonna da qualche giorno si può scorgere qualcosa che può essere definito straordinario, senza necessariamente intendere l’aggettivo con un’accezione positiva, ma più onestamente limitandosi a definire ciò che compare a sorpresa come qualcosa che è fuori dall’ordinario: proprio nelle adiacenze del nuovo ‘Museo del mare e della terra’, quello che è stato allestito dall’Amministrazione comunale in una struttura ubicata ai piedi dei calanchi, in passato confiscata perché abusiva, lo sguardo viene catturato da una scritta così grande da lasciare perplessi. È impossibile, spiazzati, non porsi immediatamente una domanda: “ma sono ad Hollywood o solo a Crotone?”. Sì, perché compare, a sorpresa, una scritta immensa di californiana memoria proprio su una grande montagna di argilla: “Benvenuti - Welcome Museo del mare e della terra”. Questa sì che è un’opera grande e visibile, ma, è meglio precisare, in termini di dimensioni concrete, non in in senso metaforico. E poi deve essere costata poco (speriamo).
Certo, è meno artistica rispetto a quella Hollywoodiana, per non dire antiestetica, anche perché quella crotonese è solo frutto di pennellate bianche... Però, non lo si può negare, fa pensare proprio ad Hollywood (quella dei poveri)! Quasi quasi fa sentire di essere più importanti. Un pensiero che si dissolve immediatamente guardandosi intorno e contemplando un panorama familiare e fantastico. Peccato però che sia sconosciuto dal resto del mondo e avvolto nel deserto, soprattutto ora che la strada è stata chiusa per i lavori di riqualificazione appaltati dalla Provincia...
Forse qui a Crotone si potrebbe anche star meglio che in California. Sì, li c’è anche il mare e il sole come da noi, ma chissà se quella fantastica luce che sa creare il sole poggiandosi con i suoi raggi sull’azzurro delle acque marine e sul verde di quelle immense montagne d’argilla è proprio come da queste parti... Forse no, probabilmente sono cose solo nostre. I crotonesi del resto ne sono certi, anche se questo posto, nei fatti, dimostrano di amarlo poco, c’è un pizzico di presunzione che li contraddistingue sempre: “Cutron è Cutron”. Le bellezze naturali, l’eredità di un passato ormai troppo lontano appartengono solo a questa terra. Così come fa parte di questa realtà e dei suoi soliti problemi anche l’isolamento che la contraddistingue e la penalizza, perché sono anni che il turismo in casa Crotone, benché tutti dicono di impegnarsi su questo fronte, nonostante i doni immeritati elargiti dalla natura e dalla storia, apporta all’economia lo stesso contributo che potrebbe offrire un malato terminale: le strutture ricettive boccheggiano, i trasporti sono obsoleti quando ci sono, i servizi di accoglienza e orientamento al turista inesistenti e, nei rari casi in cui nascono per morire dopo pochi mesi (appena esauriti i finanziamenti pubblici), ridicoli; il patrimonio storico-artistico dimenticato nel degrado e ricoperto da sterpaglie, gli accessi al mare sono quasi tutti occupati da stabilimenti balneari privati, la costa deturpata da un abusivismo edilizio che sembra aver assecondato la più pura follia... E nonostante tutto i prezzi sono altissimi. Ma queste sono tutte cose che la popolazione assuefatta ha sempre accettato con disinvoltura, al punto che ormai sembrano parte dell’identità locale. Un giorno, forse, si inventerà un altro marchio di qualità che le riconduca solo ed esclusivamente alla città, se questo farà guadagnare qualcosa...
Probabilmente sono solo made in Crotone anche le strambe idee su come far ripartire la macchina, proprio come quella di scrivere addirittura sulle montagne nell’intento di rendere il posto più appetibile ai turisti. Sì, non bastavano le costruzioni abusive lungo la costa, le scritte sui palazzi e sui monumenti della città: ora scriviamo anche sulle montagne.
La verità è che si prova in tutti i modi. Siamo proprio disperati! Questa idea che mancava, infatti, forse è stato l’ennesimo tentativo di qualche amministratore lungimirante: in buona fede, l’avrà utilizzata per lanciare una richiesta d’aiuto, proprio come si fa con i segnali di fumo, un modo per dire alle navi che attraversano lo Jonio: “siamo qui, venite a salvarci, portate i turisti, perché questa è la Magna Grecia”. Poveri illusi, qualcuno li informi: le navi da qui non passano ormai da un pezzo!
Una cosa è certa: se volevano stupire con effetti speciali, almeno con i crotonesi (quelli che sono rimasti), questa volta ci sono riusciti.
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