Vivi Crotone

giovedì 4 marzo 2010

Emergenza operai ex Sasol

La dignità degli operai ex Sasol che protestano per difendere il loro posto di lavoro ha caratterizzato la seduta del Consiglio provinciale svolta martedì 2 marzo nella sala Azzurra della Provincia.
Una seduta convocata su temi tecnici che, però, considerata la richiesta degli operai è stata presto modificata dal presidente del Consiglio Benedetto Proto che ha aperto una finestra sul problema lavoro. “Un atto doveroso - ha detto Proto - affrontare questo tema anche se non è all’ordine del giorno”.
Il presidente della giunta, Stano Zurlo, ha esordito parlando delle tante emergenze occupazionali che stanno esplodendo sul nostro territorio e, rinviando ad una discussione più approfondita in un consiglio dedicato alla vertenza Crotone, ha comunque sottolineato: “Sono stati fatti dei passi e c’è in atto un tentativo di salvataggio. C’è un interesse serio da parte di tutte le istituzioni che, per il momento, devono restare fredde e considerare ogni soluzione. Ma - ha aggiunto Zurlo - se non ci saranno soluzioni la classe politica non può restare con le mani in mano, ma nemmeno deve strumentalizzare in periodo elettorale queste vertenze”.
Infine, rivolgendosi agli operai (circa una trentina) Zurlo ha promesso: “Io so di avere a che fare con persone che sanno fare il loro mestiere, che hanno una professionalità sulla quale bisogna puntare. Per questo, nel caso ci dovessero essere notizia negativa, siamo disponibili a forme di protesta eclatante”.
Prima di aprire il dibattito con i consiglieri, il presidente del consiglio provinciale ha voluto far intervenire un rappresentante degli operai, Francesco Chiaravalloti della Rsu Cisl.
Un intervento dall’incredibile forza quello di questo ragazzo che ha iniziato scusandosi perché “vi stiamo rubando del tempo”.
Chiaravalloti è stato efficace e, dopo aver assicurato che “per le strumentalizzazioni da noi non c’è trippa per gatti”, ha spiegato il motivo della presenza degli operai in Provincia: “Noi siamo qui perché vi chiediamo di aiutarci, vogliamo una mano e solo le nostre istituzioni possono darcela. La nostra è una situazione paradossale, ormai viviamo alla giornata anche perché non godiamo né di cassa integrazione é di altro ammortizzatore sociale. Siamo qui perché sentiamo che questa è anche casa nostra e ci fa piacere vedere che in questi giorni le forze politiche e le istituzioni stanno convergendo per affrontare una vertenza che non è solo Sasol”.
Dagli operai la parola è tornata ai banchi del Consiglio con l’intervento del consigliere Sergio Iritale secondo il quale, “tutti i problemi partono dalla centrale di Scandale verso la quale sono stati dirottati dei soldi per reinserire nel mercato del lavoro chi era in sofferenza”.
Sottolineando che sia quella di Santa Domenica che le altre operazioni economiche avviate sul territorio di Crotone sono finite male, Iritale ha accusato: “Questo territorio è stato cancellato da chi doveva intervenire, ma invece molti hanno permesso che qui si facesse man bassa”.
Il consigliere ha chiesto a Zurlo di sapere “qual è la linea che la provincia porterà al tavolo del 5 marzo in Prefettura” sostenendo anche che “la Prefettura interviene per problemi di ordine pubblico, mentre di questa situazione se ne deve occupare il governo”.
Infine, Iritale ha parlato della bonifica definendola “un’opportunità per lo sviluppo” ma avvertendo: “La strada che si sta rendendo non è giusta, molti pseudo imprenditori si stanno muovendo per avere commesse e portare soldi in dimensioni opache. Non bisogna permettere che questa opportunità finisca nella mani di pochi, serve un bando internazionale di gara nel quale si stabilisca che la manodopera deve essere crotonese”.
E se Iritale ha guardato al futuro speriamo prossimo della bonifica, Giuseppe Frandina, capogruppo di An, ha cercato di restare nel pratico con una proposta forte: “Diamo sollievo immediato a questi lavoratori che stanno dimostrando un rispetto verso le istituzioni che non si era mai visto prima in casi come questo, utilizzando le royalties che vengono a questo territorio per il suo sfruttamento. Penso che sia una proposta immediata di sacrificio delle istituzioni nell’attesa che si possano avviare altre occasioni come la bonifica, per la quale però, va fatta un’attenta analisi per evitare che anche in questo caso capiti quello che qui si è già visto”. 


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